Un eterogeneo gruppo di persone provenienti da esperienze politiche e personali variegate, di età diverse, con idee non del tutto identiche, nauseati da politicanti ed amministratori avvezzi solo alla cura dei loro interessi, hanno sentito la necessità ed il dovere di costituirsi in associazione per contrastare quanti “santi, poeti, navigatori e profeti” ci stanno depredando del più elementare diritto di vivere e di sognare...
Sappiano, i nostri “governanti”, che da oggi avranno degli interlocutori che, anche se pochi e con pochi mezzi (autofinanziati), non permetteranno più che agiscano impunemente, come avvenuto fino ad ora, senza rendere conto del proprio operato.
I nostri obiettivi, per ora, sono rivolti prevalentemente alla situazione locale,
La nostra attività sarà volta:
a tutelare la salute contro i disservizi della sanità pubblica e la colpevole inefficienza dei politici, i quali non hanno voluto provvedere all’installazione degli impianti di dearsenificazione sul territorio, erogando e facendoci pagare profumatamente un’acqua potabile “corretta all’arsenico” e dimostrando altrettanta noncuranza nei confronti dell’inquinamento da radon;
al potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti, per invertire il primato che ci vede all’ultimo posto tra i capoluoghi di provincia del Lazio;
ad impostare una politica seria ed efficace per contrastare la disoccupazione, non solo giovanile, che nella nostra provincia raggiunge livelli molto elevati;
a scongiurare il pericolo di infiltrazione delle attività mafiose sul territorio viterbese, dove aziende ed imprese in difficoltà potrebbero costituire un terreno fertile in questo senso;
alla tutela e valorizzazione dell’ambiente inteso in ogni sua accezione e significato, da quello naturale a quello storico artistico e monumentale;
al miglioramento dei trasporti pubblici a tutela delle migliaia di pendolari che ogni giorno trascorrono numerose ore in treno, per raggiungere il proprio posto di lavoro;
all’esercizio di un controllo serrato per evitare colpi di mano come le svendite di proprietà e/o società o l’affidamento della gestione di aziende pubbliche, e con bilanci in attivo, a privati (vedi cimitero);
alla riqualificazione del centro storico, delle periferie e delle frazioni (leggi l’intera Città), abbandonati nella più totale incuria e degrado;
all’immediata elaborazione di un nuovo piano regolatore generale, necessità ignorata per decenni, nonostante le migliaia di euro spese per la stesura di un documento preliminare di intenti;
alla messa in sicurezza di edifici pubblici e scuole, perché siamo stanchi di mettere tutti i giorni a repentaglio la vita dei nostri figli;
a rilanciare seriamente la nostra economia basandola sulle risorse reali del nostro territorio, cioè sul termalismo e sul turismo, invece di alimentare false illusioni spacciando la costruzione di un aeroporto, in sé inquinante e dannoso per il territorio e assolutamente mal concepito per quanto all’ubicazione, come la svolta epocale per il futuro della Città.
È giunto il momento di metterci in gioco: siamo certi che, insieme, uniti dalla voglia e la volontà di lottare potremo dare corpo agli ideali comuni di libertà, uguaglianza, solidarietà e giustizia.
Un buon programma, tanto per iniziare. Si potrebbe aggiungere qualche altro obiettivo programmatico, ad esempio: 1) la manutenzione e il ripristino del manto stradale, tanto quello cittadino quanto quello extracittadino, che versa da lungo tempo in uno stato pietoso e pericoloso per la circolazione veicolare; 2) la pulizia delle cunette stradali, che sono cariche d’immondizia, tanto da non aver nulla da invidiare alle aree del napoletano nei periodi dell’emergenza; 3) l’ampliamento e la cura del verde pubblico cittadino (vedi prato giardino, che al di là della quasi ridicola “segnaletica” interna che richiama le canzoni del celebre Lucio Battisti, è ricoperto di rifiuti, è quasi privo di panchine, con la vegetazione non curata e lasciata lentamente deperire; o vedi valle Faul, egualmente poco curata e poco attrezzata); 4) il ripristino e la valorizzazione turistica dell’aree termali, in particolare del Bullicame, per il quale esiste una progettualità ufficiale di restauro ambientale di ben altra portata rispetto all’operazione di semplice maquillage che ha reso disponibile qualche aiuoletta ben curata dagli operatori dell’Orto Botanico e due sole pozze di acqua a disposizione dei visitatori (ed una per il ripopolamento del rospo smeraldino). Qualcuno sicuramente potrà ravvisare l’urgenza o l’importanza di altri obiettivi programmatici. In ogni caso, il programma presentato sembra decente. Per quanto riguarda il problema dell’acqua all’arsenico, contemplato nel programma, mi sembra opportuno denunciare con forza la criminale latitanza degli amministratori locali degli ultimi anni, che sapevano e però tacevano. Sembra, notizia fresca fresca, che la Regione Lazio abbia finalmente stanziato 24 milioni di euro per i dearsenificatori da impiantare (questo è quanto riportano su Tusciaweb e sul sito della Provincia il giorno 27/10/12). A parte il fatto che resta oscuro (si sa come vanno a finire certi lavori) quali saranno i tempi di consegna dei fondi e dell’avvio e conclusione della costruzione degli impianti, i fondi stanziati sono comunque insufficienti per coprire anche l’installazione d’impianti presso le aree che erogano acqua con arsenico compreso tra i 10 e i 20 microgrammi per litro d’acqua. Occorre una risposta dura, coraggiosa e diretta della cittadinanza per risolvere questo problema. Abbiamo il diritto di incazzarci e di prendere in mano la situazione con azioni decise e collettive. Non si può morire di cancro per la colpevole inoperosità di tanti amministratori che, in questi ultimi anni, hanno saputo ma hanno taciuto il problema. E’ ora di dire basta, non si può pagare un servizio indispensabile che eroga morte invece che benefici. Occorre un’azione diretta, organizzata, autonoma, autogestita da parte di tutti i cittadini volontari cui sta a cuore, ovviamente, non solo la propria e l’altrui salute, ma anche l’erogazione piena ed efficace dei servizi di pubblica utilità, specialmente quelli di primaria necessità. Una proposta: CESSIAMO DI PAGARE A TEMPO INDETERMINATO LA BOLLETTA DELL’ACQUA ALLA TALETE, IN UNA SORTA DI CLASS ACTION DIRETTA, SENZA INTERMEDIARI E AUTOGESTITA. Facciamoci coraggio, niente è impossibile. Forse, così facendo, il problema qualcuno deciderà finalmente di risolverlo. Saluti. Maurizio Cario.
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