Parlamentari, Consiglieri regionali, Sindaco e Presidente della Provincia, che ogni tanto si fanno vivi dicendo che ci si deve muovere immediatamente per salvare il disastro sanitario laziale (disastro che vede Belcolle al primo posto nella classifica regionale) per poi tornare nell’ombra.
Hanno forse paura che possano piovere sassi visto che qualcuno di loro di certo ha responsabilità politiche in merito?
Se non ci sono ormai più soldi nelle casse della Regione non è certo colpa di noi cittadini che paghiamo già tasse su ogni genere di consumo, oltre ai ticket sanitari, aspettando anche mesi o anni per avere una prestazione.
Si sta parlando di quello che accadrà il 31 dicembre come l’imminenza di un emergenza ma non è così. L’emergenza è già in atto da qualche tempo ed il 31 dicembre sarà in realtà l’inizio della catastrofe.
Si sta parlando di quello che accadrà il 31 dicembre come l’imminenza di un emergenza ma non è così. L’emergenza è già in atto da qualche tempo ed il 31 dicembre sarà in realtà l’inizio della catastrofe.
Quello che dobbiamo pretendere è lo stop dei licenziamenti e la riassunzione dei precari per poter assicurare a noi cittadini viterbesi non un eccellente ricovero, ma una decente tranquilla degenza.
I pasti serviti ai pazienti di Belcolle e di altri distretti sanitari provinciali vengono cotti due volte (prima precotti poi riscaldati) tanto che le autorità preposte sono intervenute con dei sequestri del cibo pronto. Noi crediamo che questi problemi non stiano nascendo per caso ma siano invece frutto di un progetto criminale. Si obbligherà chi sta male a rimanere a casa il più possibile così almeno si potrà sfamare, e intanto Regione e Stato risparmieranno.
Non dimentichiamo che molti cittadini sono finiti sul lastrico perché per curarsi hanno dovuto spendere un patrimonio in una struttura privata visto che la sanità pubblica, secondo i tempi attuali, non sarebbe arrivata in tempo. In questa situazione diventa impossibile far fronte ai pagamenti di qualsiasi tributo richiesto dallo Stato ma Equitalia non sente ragioni e procede in breve tempo con il sequestro dei beni, anche se si tratta di beni ereditati. I politici che hanno rubato nella Pubblica Amministrazione vengono trattati nello stesso modo?
Chiediamo che tutti i politici della Regione Lazio si facciano promotori di un proposta di legge che salvi la sanità laziale con una deroga di due anni, si eviterebbe così la catastrofe facendo slittare per questo periodo il taglio governativo. Non vorremmo che l’unica deroga che riguarda noi viterbesi sia quella che ci obbliga a bere acqua con l'arsenico.
In tal modo ci sarebbe tempo per cercare di risanare i conti e soprattutto non si precluderebbe ai cittadini la possibilità di curarsi. Si tratta in fondo di quel diritto alla salute di cui i nostri politici continueranno ad avvalersi perché loro si cureranno comunque.
Chiediamo, cari politici, un vostro impegno visto che alcuni di voi sono sicuramente responsabili di questo disastro. Smettete di impegnarvi a salvare il vostro tornaconto personale se è vero quello che riportano alcuni quotidiani che alcuni di voi hanno presentato un disegno di legge che prevede il raddoppio del rimborso elettorale.
Non perdete questa ottima occasione per riscattarvi facendo una buona azione prima di scomparire. State tranquilli non sentiremo la vostra mancanza.
P.S. Comunichiamo alla cittadinanza che fra pochi giorni scenderemo di nuovo in piazza per difendere la Sanità viterbese e laziale. Partecipiamo in massa!
Associazione Solidarietà Cittadina
Franco Marinelli
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