L’inaccettabile ritardo ed il silenzio da parte delle istituzioni
nell’affrontare il problema arsenico rende necessario il coinvolgimento attivo
della cittadinanza...
Crediamo sia giunto il momento di imporre ai nostri amministratori
l’immediata attuazione dell’art.32 della nostra Costituzione, il quale tutela
la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della
collettività.
Per questo è nata “Non ce la beviamo”, un’associazione costituita da
liberi cittadini e organizzazioni tra le quali Unione Sindacale di Base USB,
Solidarietà Cittadina, Forum Acqua Pubblica, Movimento 5 Stelle, Viterbo 2020 e
Rifondazione Comunista, che si propone di attuare il diritto di ognuno di
disporre di una rete idrica in grado di erogare acqua potabile e sicura attuando
iniziative e proposte efficaci volte ad affrontare il grave problema che ormai
da anni sta vivendo la popolazione viterbese: la contaminazione da arsenico
nell’acqua.
L’installazione delle “casette dell’acqua”, che obbliga i cittadini a
stare in coda per riempire il proprio contenitore è un espediente non soltanto
indecoroso e inaccettabile, ma anche del tutto inadeguato in quanto estromette
larghe fasce di popolazione impossibilitate ad approvvigionarsi secondo queste
modalità. Per non parlare del pericolo di contaminazione batteriologica
dell’acqua così conservata che sussiste dopo alcune ore.
Colpevolmente manchevole è anche la gestione di Talete,
struttura-carrozzone ancora in piedi nonostante la opposta indicazione emersa
dai referendum e che continua a tutelare i privilegi di alcuni calpestando i
diritti di tutti i cittadini, costretti a pagare bollette tra le più salate
d’Italia per servizi inesistenti.
L’Associazione si prefigge di dare battaglia perché gli impianti di
dearsenizzazione per l’intera rete idrica vengano realizzati nel più breve
tempo possibile e siano in grado di fornire acqua con una quantità di arsenico
per microgrammo prossima allo zero; perché lo stato dei lavori sia oggetto di
informazione puntuale e aggiornata alla cittadinanza da parte degli enti
preposti; perché venga immediatamente predisposto un piano per
l’approvvigionamento giornaliero porta a porta a tutti i cittadini, rimuovendo
le squallide e inidonee casette dell’acqua; perché, infine, vengano effettuati
monitoraggi continui sulla salute dei cittadini, in particolare sui bambini,
con immediato accesso ai risultati da parte della cittadinanza.
È giunto il momento di ottenere risposte serie e definitive da parte di
chi governa questa città.
A tutela della nostra salute sabato 14 dicembre 2013 a partire
dalle ore 10,30
tutti a piazza del Plebiscito (Comune)

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