giovedì 18 aprile 2013

Unioni civili a Viterbo

Solidarietà cittadina inserisce nel proprio programma l'istituzione del registro delle Unioni Civili nella città di Viterbo. Una decisione importante che contribuirà a sollevare un ampio dibattito sul riconoscimento e sulla tutela dei legami affettivi e familiari, stabili e duraturi, che vivono al di fuori del matrimonio. I dati dicono che 12 milioni di persone, pari al 20% della popolazione italiana, hanno
effettuato questa scelta. Perché il diritto di famiglia non regolamenta tali “vincoli affettivi”? Perché ha a che fare con l’intoccabile istituto del matrimonio, l'unica forma di unione riconosciuta a livello giuridico per due persone che si amano e vogliano costituire un nucleo familiare cui, purtroppo, possono accedere solo coppie formate da individui di sesso opposto. Ecco perché sin dagli anni '90 il movimento LGBT (lesbiche, gay, bisex, trans) ha iniziato la propria battaglia perché anche due persone dello stesso sesso potessero contrarre matrimonio ed avere i medesimi diritti delle coppie eterosessuali. Per questo le associazioni omosessuali hanno sollecitato varie città italiane affinché presso i comuni venissero conservati i registri anagrafici delle unioni civili. Questi non hanno ancora valore legale, a meno che il singolo comune non decida di attribuire al gesto simbolico dell'unione diritti reali quali, ad esempio, l’accesso alle graduatorie di assegnazione degli alloggi popolari.
Ad oggi in Italia il registro delle unioni civili è stato istituito in 127 città, tra le quali Milano, Napoli, Monza, Reggio Emilia, Palermo, Bari, Cagliari, Siena e Terni. Nel Viterbese il comune di Tarquinia fece da pioniere nel 1999: "Dopo Pisa, Arezzo, Firenze, anche Tarquinia, al termine di discussioni (se ne parlò in consiglio comunale la prima volta a settembre del '98) ne ha deliberato l'istituzione per 9 voti contro 6.
E da ieri è nell'elenco delle prime dieci città italiane che hanno accolto il registro delle unioni civili: basterà dimostrare una convivenza di almeno un anno con residenza nel comune per chiedere l'iscrizione”. (Il Messaggero-Viterbo, 15.09.1999).
Solidarietà cittadina rivendica il diritto alla tutela dei legami affettivi al di fuori del matrimonio. “L'istituzione del registro delle unioni civili - afferma Daniele Cario, candidato sindaco per Viterbo, - darebbe la possibilità alle coppie omosessuali ed eterosessuali di essere equiparate, in quanto unioni affettive stabili, a quelle che hanno contratto matrimonio. Questo riconoscimento avrebbe per ora solo un valore simbolico, ma è un primo passo importante: è necessario che anche a Viterbo si inizi a discutere delle nuove strutture di aggregazione familiare, delle coppie di fatto e dei legami affettivi finora non tutelati dalla legge”. 

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